sabato 27 settembre 2008

Metti un 26 settembre in piazza...



Un giorno come gli altri, anzi meglio degli altri...infatti è venerdì. Comincia il tanto atteso fine settimana e ciò significa una sola cosa per me: lentezza!

Mi trovo sull'autobus n. 91 diretto all'autostazione di Bologna. La mia amica maestra Anna mi ha chiesto se volevo partecipare alla manifestazione di protesta contro il maestro unico e mi è sembrato scortese dirle di no....in realtà non ne avevo granchè voglia, avevo da stirare, da portare in cantina roba ingombrante....

Poi ho pensato che potevo approfittare del fatto di essere in centro per fare un giro al mercato della Montagnola; potevo coinvolgere anche la mia amica...tanto, per quel che valgono questi cortei!!

Già in autobus si respirava una strana atmosfera : a parte gli afrori di ascelle poco lavate, c'era aria di entusiasmo che emanava da mamme e nonne con bimbi al seguito e insegnanti con striscioni arrotolati che cominciavano a scambiarsi informazioni e pareri.

Arrivati nei pressi dell'autostazione ci hanno fatti scendere: c'era così tanta gente che non si passava più!

E' stata un'impresa incontrare la mia amica, ma alla fine l'ho trovata, attorniata da colleghi e bidelli dell'istituto presso cui lavora: gente simpatica, agguerrita. La Piazza XX Settembre era gremita di gente di tutte le età che portava ingombranti striscioni col nome della scuola di appartenenza, di pettorine con la faccia della "ministra" e la scritta "Gelmini bocciata", "previsioni del tempo: tempo lungo instabile su tutta la penisola", "il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini", "no ai tagli, no al maestro unico", di palloncini, fischietti, tamburi, bandiere di associazioni sindacali....

Io mi sentivo un po' un pesce fuor d'acqua all'inizio.

Man mano che il corteo prendeva forma e si avviava verso via Indipendenza però ho cominciato a guardare ogni cosa con occhi diversi: la compostezza del serpentone di gente che occupava pacificamente il rettilineo della via principale di Bologna, l'assenza di un colore politico,la presenza di alcuni sindaci (quelli di Zola e di S.Lazzaro di Savena ad esempio), di dirigenti scolastici coraggiosi come quello della Scuola XXI Aprile, il senso di coesione e unità rispetto a un problema comune che unisce insegnanti, personale scolastico,studenti e famiglie.... Le famiglie!

La cosa più bella è stata proprio la partecipazione dei genitori con i loro bambini. Altro che strumentalizzazione! Strumentalizzazione è usare l' informazione per nascondere i problemi reali e per giustificare provvedimenti impopolari, avvilenti della dignità dei lavoratori, penalizzanti nei confronti di chi è più debole...è tacciare di strumentalizzazione l'espressione del dissenso (diritto sacrosanto) !

Alla fine mi sono sentita anch'io parte integrante di quella massa colorata e unita ed ho indossato con orgoglio la mia bella pettorina con scritta di protesta. Ho dimenticato il mio tour in Montagnola, anzi mi sono chiesta perchè la gente continuava a fare i suoi inutili giri o ci guardava con espressione interrogativa e non si univa a noi, o almeno non cercava di informarsi sul perchè di questa protesta.

Anch'io non ho ancora capito fino in fondo come funziona oggi la scuola e come cambierà se l'applicazione della legge Gelmini avverrà ( Dio non voglia!), ma mi auguro che la coscienza di chi è "in quiescenza" si muova , come si è mossa la mia ieri, che si cerchi di scoprire la verità dietro "al grembiulino".

Il corteo si è concluso con l'invasione tranquilla di piazza Maggiore, mentre il cielo grigio di nuvole cariche di pioggia, ma benevolo con noi, si scuriva e i lampioni spandevano la loro luce gialla sul palazzo del comune e S. Petronio che dal medioevo ad oggi, chissà quante ne hanno viste!!!

Mai una manifestazione come questa, però (almeno penso) che mi ha lasciato dentro una forza, un senso di soddisfazione, di entusiasmo, di energia...come quando si incontra degli amici e si fa festa insieme.





lunedì 8 settembre 2008

Pura poesia...."Le mie parole" di Samuele Bersani.


Le mie parole sono sassi precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose, indimenticate,
a lungo spasimate e poi centellinate,
sono frecce infuocate
che il vento o la fortuna sanno indirizzare.

Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato
sono foglie cadute,
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire, lo ammetto.

Strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate...

Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare,
sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire
sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare.
Sono notti interminate,
scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose.
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire...


Strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate,
perdonate da un palmo soffiate.

giovedì 4 settembre 2008

Un mondo di sapori.


Pancotto....piatto semplicissimo della tradizione contadina, del sud, in particolar modo.
Nient'altro che patate, verdure, pane raffermo e un filo d'olio extravergine d'oliva.
Altro che composizioni chimiche calibrate al milionesimo di grammo e di grado e ultracomplicati mix di ingredienti alla Vissani.... eppure, il palato assapora il divino nelle sue componenti essenziali: amore, forza, verità.
No, non esagero. Questo è il mondo contadino dei nostri nonni che mettiamo sotto i denti, fatto di rughe scavate dal sole che arriccia gli angoli degli occhi, sapido di sudore e di fatica, profumato di terra e di carezze delle mamme del sud che compensavano la povertà di mezzi con la ricchezza dei sentimenti e dell'inventiva.....capaci di creare dal niente veri e propri orgasmi delle papille gustative.
Al paese di mia madre si cucinano parecchi tipi di pancotto, con ingredienti diversi a seconda delle stagioni. Alla base ci sono sempre pane duro e patate, le verdure invece possono cambiare: in inverno cicoriette selvatiche o coltivate oppure verdura mista spontanea, o ancora verza (qui è essenziale aggiungere il profumo del finocchietto selvatico secco) o rucola o cima di rapa , mentre in primavera si usano le fave fresche , invece in estate mettiamo fagiolini , zucchine e profumiamo con menta (secca o fresca non importa).......olio extravergine sempre aggiunto a crudo.
Alla faccia degli Spizzico e dei Mc Donald's! Salviamo le eccellenze della cucina italiana, è la nostra storia, il nostro mondo.

martedì 2 settembre 2008

Le preoccupazioni di Anna.


Anna è davvero a terra... L'ho sentita proprio adesso e sono dispiaciuta per lei.
Dopo dodici anni con la stessa collega di team (insegna alle scuole elementari), si ritrova in un'altra scuola dello stesso plesso, con una nuova collega. Non certo per sua scelta, ma per decisioni superiori dettati dall'esigenza di una "razionalizzazione delle risorse".
In poche parole, siccome è scomparsa la figura dell'insegnante specialista d'inglese nella scuola primaria (costava troppo), e dato che sia lei che la sua storica collega hanno il titolo per insegnare questa disciplina, hanno pensato bene di dividerle per coprire le classi sprovviste dell'insegnante con tale titolo.
Cero, si risparmia, ma lei si è sentita trattata come una pedina, senza voce in capitolo...
Me ne ha sputate tante di maledizioni, tra lacrime e parole rauche di rabbia, la mia amica Anna...mi ha parlato di grembiuli che ritornano, di fondi tagliati, del taglio di personale e di maestro unico. Io purtroppo ho ascoltato quello che diceva senza intervenire molto, un po' per lasciarla sfogare, un po' perchè non sono molto aggiornata in materia.

Mi sono ricordata di quando andavo a scuola io, da bambina...il grembiule bianco e il fiocco colorato...ogni classe si distingueva per il colore del fiocco...le treccine, la mia maestra che tirava le orecchie se si sbagliava e mollava certi ceffoni ai più impertinenti... Carino tutto ciò, però non si imparava ad usare il computer, nè l'inglese e neppure si praticavano tutte quelle attività e quegli splendidi laboratori di cui mi parlano le mie amiche insegnanti o con figli in età scolare...

Vogliamo che ritorni una scuola così? Non si parlava di qualità della scuola?
Anna, continua a fare il tuo lavoro con amore e coscienza, come hai sempre fatto... Io tifo per te.

lunedì 1 settembre 2008

I mondi di sotto...


Lo sanno tutti che un iceberg (quei pochi che sono rimasti, almeno) hanno una parte visibile molto inferiore per grandezza, entità, estensione, peso, di quella sommersa. Credo che ogni persona sia un po' come un iceberg, con un'interno molto più ricco, articolato e denso dell'esterno, a volte poco appariscente, insignificante persino... Certo, esistono le eccezioni: conosco un tipo che dovunque vada fa girare teste, aprire varchi nella folla, come Mosè passando nel Mar Rosso, griffe a tutta birra, muscoli scolpiti a go-go, occhiali da sole improbabili, capelli all'ultimo grido (in tutti i sensi), pelle che emette raggi UVA , tanti ne ha assorbiti.... Se ci parli, però, tutta un'altra storia! Una frase non è capace di comporla e se ci riesce, ti accorgi che l'unico neurone è in vacanza da un pezzo!

Questo blog è per tutti coloro che si sentono piccoli frammenti di ghiaccio galleggianti in un immenso mare, così piccoli che le baleniere non le scorgono, ma poi, ci cozzano contro e si fanno male sul serio...